...in Kiwiland :)
Uno dice…vado con poofi a farmi un weekend in una cittadina medievale, almeno mi rilasso un po’…forse questo è possibile ma nn a Pingyao >:(
Già eravamo partiti con il piede sbagliato,con la luce dello scompartimento fulminata e la controllora che sosteneva che potevamo leggere lo stesso, usando le lampade di emergenza a
Trovato l’albergo, in una costruzione antica, scopriamo che il concetto di pulizia probabilmente era passato soltanto di sfuggita in quella città; poi, per visitare i luoghi culturali bisognava comprare un biglietto da 120 yuan, e potevi vedere 19 posti, di cui almeno 12 erano banche (Pingyao era una città di banchieri). Iniziamo il giro, la città per essere carina è carina, ma è polverosissima, e basta allontanarsi di 1m dalla via principale ed ecco comparire cumuli di mondezza abbandonati x la strada, sotto il simpatico sole estivo :(
Inoltre è piena di venditori e ragazzini che quando passi dicono “hello!”, e al 15° nell’arco di 2 minuti cominci a perdere i capelli; da non dimenticare i mendicanti, che ti toccano giusto per provare l’ebbrezza di dire “ho toccato un occidentale” :O
Il 2 giorno, dopo essere stati svegliati alle 6 da dei cinesi che ascoltavano la televisione a tutto volume, abbiamo cambiato albergo, siamo passati in uno più pulito e con il letto nel muro :D ma aveva lo scaldabagno rotto…questo ovviamente lo abbiamo scoperto solo al rientro da un’escursione, quando il tuo unico desiderio è quello di una doccia :’(
Eravamo stati infatti a visitare 2 templi, belli,ma polverosi e con un sistema unico x tenerli in piedi (ma a che ci servono gli architetti dico io)

Dopo siamo riusciti a farci lanciare qualche maledizione dagli inservienti di un tempio taoista (che dopo averci messo uno straccetto in mano pretendevano un’offerta di 700 yuan ahahahah), nella sera massaggio ai piedi, rovinato da un cinese che aveva deciso di vedere la televisione mentre aspettava il suo turno ( peccato che il canale nn si prendeva, si vedeva tutto a formicolio e si sentiva crrrrrrrr…ma lui nn accennava a cambiare) :(
Il terzo giorno siamo stati svegliati dalla proprietaria dell’albergo che aveva un tono di voce che infrange il muro del suono, giro x la città, poi in serata rientro a pechino…pare tutto liscio,vero? E invece no! Primo perché per trovare i biglietti di ritorno siamo passati da uno dell’agenzia turistica che sosteneva che l’aereo era l’unico mezzo x tornare (si,certo), alla proprietaria dell’albergo che cambiava versione ogni 3 minuti :( Per concludere in bellezza,abbiamo preso prima un treno che ci ha portato a Jiexiu, e da lì quello per pechino. Da Pingyao a Jiexiu ci ha accompagnato un amico della proprietaria, il cinese più fastidioso della terra, che nn si azzittiva un attimo, diceva che per imparare le lingue bastava parlare un po’ ogni giorno con gli stranieri, che conosceva il francese,l’inglese,il tedesco,lo spagnolo e l’italiano, e si è messo a cantare “o soRe mioooo” >:(
Liberati da questo soggetto finalmente prendiamo il treno per pechino, speriamo finalmente di riuscire a riposarci un po’…ma….una nel nostro scompartimento in piena notte si è messa a russare come un maiale!!!
mai fidarsi delle apparenze...:P

3 Semplici regole per vivere in Cina
Se devi buttare qualcosa, buttalo per terra. Non esiste che fai un metro in più per arrivare al cestino,è un reato severamente punito. Se proprio ti ci vuoi avvicinare, avvicinati, ma l’importante è che butti la mondezza di lato, non dentro. Ricordati invece che a pranzo si lasciano gli avanzi sul tavolo, e che se ti vuoi liberare la gola puoi farlo ovunque, per strada, al ristorante, nell’ascensore o se si è spiritosi, sui piedi di qualcun altro. E’ possibile liberarsi anche mentre si va in bici, magari farlo senza guardare se c’è qualcuno che ti sta superando e colpirlo, perchè considerata una cosa molto umoristica.
2) Noi e il traffico
E’ vivamente consigliato montare un mirino con opzione “raggi infrarossi” sul cofano della macchina, così da poter centrare meglio i pedoni che timidamente cercano di attraversare la strada. Devono capire che la strada, e a volte il marciapiede, è nostro, e non possono permettersi di passeggiarci liberamente.
Si raccomanda inoltre di non staccare mai, e sottolineo, mai, la mano dal clacson: dobbiamo far capire a tutti che stiamo passando, e inoltre un abbassamento del livello dell’inquinamento acustico potrebbe avere conseguenze disastrose sulla popolazione. Inoltre si ricorda che anche se il semaforo è rosso si può girare a destra, e se qualche pedone cerca di approfittare del verde per passare, bisogna investirlo per ricordargli che i padroni della strada siamo sempre noi. Inoltre le frecce sono un optional, e vanno azionate all’ultimo secondo per evitare uno spreco inutile di corrente.
3) Noi e gli altri
E’ necessario parlare ad alta voce, altrimenti rischiamo che quello che abbiamo davanti (anche se è a un centimetro) non capisca. Fai in modo che tutte le persone presenti, anche se ti trovi un una sala grande come lo stadio olimpico, abbiano la possibilità di sentire quello che stai dicendo, potrebbero avere lo stesso tuo pensiero. Menzione a parte va fatta per gli stranieri; loro sono qui per imparare il cinese, quindi, per aiutarli, cerca di parlare il più velocemente possibile e con tutte le inflessioni dialettali (del nord e del sud) che conosci. Se non capiscono, ripetilo soltanto una volta e senza rallentare, altrimenti potresti facilitarli. Se seguitano a non capire, fai di testa tua. Se capiscono, fai di testa tua lo stesso.
Dal 28 al 2 giugno sono stata in viaggio nel Xinjiang con i miei genitori :)

l’aereo era alle 8 di mattina := siamo arrivati ad Urumqi dopo 4 ore di aereo, un riso musulmano e un’ora di ritardo :) là diluviava, tirava vento etcetc un tempo mite adatto a dei turisti, fortunati anche perché riusciti a prendere l’albergo nella zona più brutta della città (dove quando uscivi sembrava che chiunque ti volesse ammazzare)…
Nel pomeriggio visita al museo delle minoranze nazionali :) visto che nel frattempo seguitava a piovere, ai lati delle strade c’erano degli omini con le biciclette a 3 ruote che facevano attraversare :O

Il secondo giorno siamo stati a Tianchi, un lago a

Il 3 giorno siamo partiti per Turfan, visita ai karez (sistema x irrigare), alla città antica di Jiaohe, che risale a 2300 anni fa, al minareto di Emin; dato che là faceva notte alle 22 (in realtà anche se tutti i fusi della cina sono incentrati su quello di pechino, là i negozi aprivano verso le 10 e chiudevano più tardi) abbiamo avuto il tempo di fare un giro per un mercato, tra naan, kazaki, coltelli lavorati, uiguri, spezie, spiedini e altre nazionalità :) a cena ho mangiato dei micro spiedini di pecora :D
Il 4 giorno siamo stati a Gaocheng (del 1 sec. d.c.)

poi alla sua necropoli, alla fine in un villaggio di viticoltori musulmani che mi hanno fatto mettere una maglietta NERA A MANICHE LUNGHE in pieno deserto e che volevano 10 yuan (1 euro) x farsi fotografare…mica scemi :P sosta a pranzo là, dove una signora figura che parlava una lingua sconosciuta mi ha strillato xchè nn avevo finito gli spaghetti :P

Nel pomeriggio giretto alle caverne buddiste di bezklik e ritorno ad urumqi :)
Venerdì giretto per il mercato della città, fra banchetti che vendevano scorpioni vivi e serpenti seccati, dentisti ma soprattutto spiedinari :D

MOMENTO SERIO
So che il mio blog di solito nn tratta questioni di una certa rilevanza, ma in questo momento nn posso proprio esimermi…la società sta disintegrandosi, c’è un diffuso malcontento e vecchi valori tornano in voga…quindi… ERETICI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI!!!